CLAUDIO VERNA

DISCORSO SUL SEGNO

Opening 21 settembre ore 19-21

A distanza di sei anni dall’inizio della collaborazione con Claudio Verna (Guardiagrele, 1937), Monitor è ora felice di annunciare per il suo spazio romano l’apertura di una seconda personale dell’artista dal titolo Discorso sul segno in cui verrà dato ampio spazio alla recente produzione su carta dell’artista ad integrazione della riflessione e del processo sviluppato da Verna sul segno nel corso della sua lunga e generosa ricerca.
Sebbene la carta sia stata fin dagli anni ‘70 un supporto sul quale l’artista ha lavorato producendo un sostanzioso corpus di opere – negli anni ’70 quando mi trovai impegnato nella cosiddetta pittura analitica, con il pastello riuscivo a rompere la rigidità del progetto, a immettere nel lavoro la freschezza del gesto spontaneo – la mostra presenterà un focus su una selezione di pastelli su carta dell’ultimo periodo.
E’ proprio a partire dai primi anni del 2000, in concomitanza con un periodo di grande energia e ispirazione anche nell’approccio pittorico (incentrato principalmente sull’utilizzo dell’acrilico), che la produzione di lavori a pastello e cera ad olio su carta dell’artista si intensifica e assume caratteristiche sempre più definite, diventando una pratica ricorrente specialmente nella stagione estiva quando, nella sua splendida dimora a Rapicciano (Umbria) crocevia di incontri, scambi, discussioni, Verna dà vita a ‘un corpo parallelo e complementare alla pittura, in cui mi riconosco appieno’.
Considerato uno tra gli esponenti di rilievo della pittura analitica, Claudio Verna ha segnato nel corso della sua carriera un percorso molto personale, che mantenendo saldi i principi di una pratica pittorica sottesa da un ‘fare’ e da una progettualità mentale di grande intensità, ha saputo anche emanciparsi da categorie e periodi storici definiti, esprimendosi su altri piani, sperimentando tecniche di esecuzione approcci creativi e teorici multiformi e conquistando nuove forme e linguaggi. La rigorosità geometrica degli anni ‘70 e la dinamicità del colore sperimentata dalla fine degli anni’80 in poi, nelle opere su carta si fa ricerca sul segno e sulle sue possibilità.
I recenti pastelli su carta raccolgono tutte le istanze della ricerca pittorica dell’artista, dall’astrazione, allo studio sul colore e sulla luce e si appropriano di un nuovo spazio di pratica e ricerca, come anche lo stesso artista dichiara:
‘Negli ultimi anni il mio discorso sul segno si è fatto più complesso e nello stesso tempo più essenziale. Il lavoro con i pastelli su carta si è progressivamente avvicinato alla pittura su tela e il colore, come sempre, è stato il fattore decisivo. Non opero più su due realtà parallele, ma su più aspetti della stessa realtà linguistica, strettamente correlati. Un’opera dipinta su carta con pastelli ad olio ha lo stesso identico significato di una tela dipinta’.
La geometria e la libertà immaginativa si trasformano sulla carta in scritture visive libere che sembrano incubare in loro la potenzialità di proseguire all’infinito.
L’astrattismo e la geometria fluidamente si amalgamano nell’espressività del colore che anche nei lavori su carta rimane elemento essenziale della poetica di Claudio Verna.
‘Il Segno, colore e materia insieme, non occupa soltanto lo spazio, ma soprattutto lo identifica fino a determinare una ‘figura’ che coincide con il risultato finale’.
Il disegno è in queste opere dell’artista espressione libera, è segno che parla, è ancora una volta esperienza e pratica, è ricerca di una composizione, di un progetto mentale e di un discorso libero sul linguaggio pittorico e sulle sue forme.
‘Ancora astrazione, ma con la fisicità di un linguaggio che accetta la sfida della sperimentazione.’

Fino al 10 novembre

 


ENGLISH VERSION

Monitor is pleased to announce Claudio Verna’s second solo show at its Rome venue, six years after it first began collaborating with the artist. Titled ‘Discourse on the mark’, the exhibition will feature a number of recent works on paper, following his reflections and processes developed on the sign through his lengthy and ample research.

Paper has played a central role in Verna’s work as the very foundation for his substantial oeuvre. The show at Monitor will focus on a series of recent pastels on paper of which the artist has said: “when I found myself immersed in the so called Analytical Painting of the ‘70s, I found that with pastels I managed to break free of the rigidity of that project, injecting into my work the vitality of a spontaneous gesture.”

Since 2000, a period marked by great energy and inspiration in his painting (principally centred on the use of acrylic), Verna intensified his focus on pastels and oil pastels on paper. These works grew more defined, becoming a recurring practice in particular during the summer, when the artist resided in Rapicciano (Umbria), his home a hub of encounters, debates and exchanges. The works became in the artist’s words “a parallel and complementary body to my paintings, one in which I fully recognise myself.”

Considered one of the leading figures of Analytical Painting, Claudio Verna defined his career in a unique manner, by both abiding by the principles of painting implied by ‘doing’ and intense mental planning, as well as being able to free himself of categories and defined historical moments, expressing himself instead in other dimensions. By experimenting execution techniques, creative approaches and multiple theories, he conquered new forms and language. The rigorous geometry of the ‘70s gave way from the 80s onwards to the experimentation of the dynamism of colour, while in his works on paper he focussed on exploring the mark and its possibilities.

The recent pastels on paper showcase all the instances of the artist’s creative research in painting, from abstraction through to the study of colour and light. They take on a new space in his practice and research as the artist himself declares: “In the last years, my discourse on the mark has become more complex but at the same time more essential. My work with pastels on paper has progressively approximated itself to painting on canvas and colour, as always, has been the decisive factor. I no longer work on two separate realities, but on multiple aspects of the same linguistic reality, which are strictly interconnected. A work of art painted on paper with oil pastels has the same exact meaning as that of a painted canvas.”

The geometry and imaginative freedom transform themselves on paper in a seemingly endless text. Abstraction and geometry come together fluidly in the expression of colour which continues to be a key element of Verna’s poetics in his works on paper. “The mark – colour and material together – not only inhabits space but, most importantly, it identifies it until it gives shape to a ‘figure’ which coincides with the final result.” In these works, drawings are free artistic expressions – it is the mark which speaks, it is once again experience and practice, it is the search for a composition, for a mental exercise and a free discourse on the language of painting and its forms: “still abstraction, but with the physicality of a language which accepts the challenge of experimentation.”

 

 

Until 10 November