Claudio Verna

(english text below)

Claudio Verna
I colori agili
a cura di Davide Ferri

Opening Giovedì 16 Maggio
18.30-21.00

La galleria Monitor è lieta di presentare la mostra personale di Claudio Verna (Guardiagrele, 1937), a cura di Davide Ferri, frutto di un lavoro di analisi, discussione e studio portato avanti nell’arco dell’ultimo anno.
Per la prima volta nelle sale di una galleria privata verrà esposto un corpo di opere che abbraccia tutto l’arco della ricerca di Verna: dalle prime rarissime tele dei tardi anni ’60, come l’Omaggio a Licini, 1966-67, ai raffinati lavori pittorici degli ultimi anni, tra cui Andante Appassionato, 2012, passando con Collage n.5, attraverso le sperimentazioni dei primi anni ’80, per offrire una lettura inedita e trasversale dell’attività di uno degli artisti più interessanti della scena artistica attuale. Per dirla con Davide Ferri, “la mostra da Monitor […] non è un’antologica, non nasce all’insegna del best of, ma  vuole provare a scardinare l’idea di un Verna campione della Pittura Analitica e basta, della Pittura Pittura, di un Verna anni Sessanta/Ottanta/Novanta, di un Verna richiudibile in serie, bloccato nelle periodizzazioni o nelle asperità concettuali degli anni Settanta.”
Per molti anni infatti, la pittura di Verna è stata confinata alle grandissime sperimentazioni dei tardi anni ’60. Sono di fatto stati anni fondamentali, che hanno visto nella produzione dell’artista abruzzese, da sempre attivo a Roma, la realizzazione di alcuni capolavori, sufficienti da soli a garantirgli un posto di rilievo nella storia della pittura italiana del XX secolo. Compito della mostra negli spazi di Monitor è dunque quello di uscire fuori da questi schematismi per restituire all’artista la felice definizione che Maurizio Fagiolo dall’Arco scrisse in un suo testo: “il primo momento della ricerca (e l’ultimo, perché ognuna di queste proposte vale per tutto il percorso di Verna) è quanto mai imprevedibile. Il pittore dichiara prima di tutto di non conoscere il fine della ricerca, di non aver già catturato l’impalpabile essenza del Quadro: sa di non sapere. A la recherche… allora (con tutto il carico di Memoria che questa operazione sottintende). Sapere che cosa è il colore, che cosa è lo spazio, che cosa è la storia della pittura, sapere altri fini e forse anche i mezzi, ignorare semplicemente come si può cominciare da capo. Dire: Un quadro è un quadro (come, secondo Gertrude, “una rosa è una rosa”), forse questa è la partenza giusta. (Claudio Verna, Giancarlo Politi Editore, 1979).
Il “quadro” inteso come “oggetto pittorico” è dunque una delle linee guida di questa mostra eterogenea, dagli accostamenti inediti e suggestivi. Continua Davide Ferri: nella mostra infatti “ci sono sei dipinti -due/tre di molti anni fa, certo, ma ci sono proprio perché i dipinti del presente ne hanno chiamato la presenza.  Tra questi sei dipinti, ce ne sono alcuni recentissimi e altri fondamentali ma non troppo noti, proprio perché “di transizione” o “di passaggio” e che per questa ragione sfuggono alle classificazioni: Pittura del 1976, in cui cambia il rapporto tra progetto ed esperienza – in particolare nella pennellata come presenza, libera, “di sensazione”, per la prima volta slegata dal disegno e dalla geometria; l’Omaggio a Licini, del 1966, dove un minimalismo  alla Frank Stella si incontra con la volatilità e la leggerezza di una figura di Licini. E ancora: ci sono altri lavori poco visti per via del loro carattere di tentativo, di eccezione -come i due collage in mostra, in uno dei quali viene riutilizzato lo scarto dei dipinti maggiori, il nastro adesivo usato per tracciare contorni e linee- e alcuni disegni realizzati la scorsa estate a Rapicciano, in Umbria, dove Verna è solito trascorrere l’Estate, ed è un accostamento inedito per l’artista, che in genere espone i dipinti e le carte separatamente. Insomma, c’è un’apparente incostanza in questa mostra e da questa potrebbe riemergere un codice (come direbbe Verna) o magari, soltanto, una specie di inaspettata, elegante difformità.” (Estratto dal testo di Davide Ferri, Claudio Verna, I colori agili, Roma 2013).

Fino al 20 Luglio

Claudio Verna si unisce al programma espositivo di Monitor dal maggio 2013. Selected Shows: 2011; Festa antologica, Fondazione Mudima, Milano; 2007; Works between 1967 – 2007, Museo Nazionale d’Abruzzo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila; 1989 Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt; 1980 Lo Spazio Gallery, Naples ; XXXIX Venice Biennal, Venice; 1979 Galleria del Milione, Milan


Claudio Verna
I colori agili
curated by Davide Ferri

Opening Thursday May 16th
6.30-9pm

The culmination of a year’s work of analysis, discussion and study, Monitor is pleased to announce the opening of its forthcoming solo show, curated by Davide Ferri and devoted to the work of Claudio Verna (Guardiagrele, 1937). Monitor is the first private gallery ever to exhibit a body of works that encompasses the full length of his opus, from the rare, early canvases of the late 1960s (Omaggio a Licini, 1966-67) to his masterly recent painting production (Andante Appassionato, 2012), passing through his experimentations of the early 1980s (Collage n.5), with the aim of offering a new and transverse reading of the work of one who still ranks among the most interesting figures on the contemporary art scene.

Davide Ferri describes the show at Monitor as “neither an anthology or a ‘best of’… It is instead an attempt to shatter the cliché of Verna the champion of Analytical Painting, of ‘Pittura Pittura’, of Sixties/Eighties/Nineties Verna, of a Verna that can be slotted nicely into certain periods, confined by categories or the conceptual asperities of the 1960s”.

For many years Verna has in fact been best known for his large-scale experimentations carried out in the late-Sixties. Born in the Abbruzzi region of Central Italy, this was admittedly a crucial period for Verna, whose entire career has played out in Rome. Some of his greatest masterpieces from this time could alone earn him a prominent ranking in the history of Italian twentieth century art. The goal of this show is therefore to set Verna’s reputation free from this chronological confine and bring him more into line with the eloquent description reserved for him by Maurizio Fagiolo dall’Arco in one of his texts: “…the first moment of research (which can equally be the last because each of these proposals stands for Verna’s entire artistic itinerary) is forever unpredictable. Firstly, the painter declares that he does not know the end of his research, that he has yet to capture the impalpable essence of The Painting. He knows that he does not know… À la recherche then (with all the burden of memory that such an operation entails). A quest for colour, for space, for the history of painting, for alternative ends and maybe even for alternative means – or simply not to know how to start from the beginning. ‘A picture is a picture’ – perhaps, like Gertrude and her ‘a rose is a rose is a rose’, this is a good beginning”. (Claudio Verna, Giancarlo Politi Editore, 1979).

One of the themes of this show is therefore the concept of the painting as a pictorial object, which offers scope for unusual and interesting combinations. Davide Ferri in fact explains that there will be “six paintings in total, two or three completed many years ago, which have been included in the selection precisely because they have assonances with the other more recent works.  Some of the paintings included in the show are very recent, others less known but crucial in their role as ‘transition’ or ‘passage’ pieces, and for these very qualities defy classification. In Pittura, completed in 1976, Verna has altered the relation between project and experience, particularly in the brushstroke as a presence in the work – free, ‘felt’ and for the first time unfettered to drawing or geometry. Omaggio a Licini, from 1966-67, combines a Frank Stella style minimalism with the volatility and weightlessness of a Licini figure. Other works featured in the show are less well known on account of their experimental, exceptional nature. These include two collages, one of which combines recycled sections of the adhesive tape the artist has used to trace the contours and lines in his larger paintings , as well as some drawings he made last year in Rapicciano, in Umbria, where he spends his summers. So far the artist has always exhibited his paintings and crayons separately.

The apparently contrasting nature of this exhibition could, to quote Verna himself, produce a ‘code’ or just some kind of unexpected, elegant de-formalization”. (Extract from Claudio Verna, I colori agili, by Davide Ferri, Rome 2013).

Until July 2oth

Claudio Verna

In May 2013 Claudio Verna joined the Monitor exhibition programme. Selected Shows: 2011; Festa antologica, Fondazione Mudima, Milan; 2007; Works between 1967 – 2007, Museo Nazionale d’Abruzzo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila; 1989 Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt; 1980 Lo Spazio Gallery, Naples; XXXIX Venice Biennale, Venice; 1979 Galleria del Milione, Milan.