LEA CONTESTABILE | NIDI D’OMBRE

Opening Sabato 29 Ottobre 2022

Fino al 11 Dicembre 2022

 

Monitor ha il piacere di presentare la prima mostra personale nella sua sede di Pereto dell’artista Lea Contestabile (Ortucchio 1949), dal titolo Nidi d’Ombre.Lasciandosi ispirare dall’iconografia della cultura popolare, dall’ancestrale, dai valori e dalle pratiche delle tradizioni e dalla sua memoria intima e personale, Lea Contestabile costruisce un ponte tra passato e presente, tra autobiografia e linguaggio collettivo, tra intensa emotività e profondo impegno sociale e civile.

L’artista lavora rielaborando e riattivando tracce, oggetti e simboli di un passato, di una comunità e di un territorio – quello abruzzese nel caso specifico – immortalando un poetico recupero di un tempo perduto che aspira ad essere ritrovato.

In mostra una serie di lavori realizzati in periodi diversi, un percorso nel lavoro sfaccettato di un’artista che partendo dalla sua storia e dal suo vissuto, travalica il concetto di memoria personale e la lascia libera di muoversi, permettendo ad ognuno di ritrovarvi la propria dimensione.

La familiarità dell’artista con l’utilizzo dei tessuti e con l’artigianalità del cucito, è all’origine delle opere-arazzo che sono un’importante parte della sua produzione. Sulla parete centrale della prima stanza di Palazzo Maccafani si ramifica un arazzo di grande formato in cui si innestano il tema dell’infanzia, della casa, delle radici e del ritorno alle origini. Una combinazione fitta e urgente di simboli e pattern, di stoffe e ricami che trascrivono un messaggio coeso e leggibile su tutta la superficie dell’opera, donando allo sguardo infinite  possibilità combinatorie di immagini e di lettura. Le visibili suture che tengono insieme i pezzi di questo morbido mosaico, sembrano voler rimarginare rotture, ricomporre i fili dell’identità millenaria di un territorio, delle donne e delle relazioni, di un’umanità che nella società di oggi fatica ad emergere.

Nella sala degli affreschi, si entra nel vivo di una pratica dell’artista in cui si fondono ideazione e architettura dell’opera. La struttura di ferro sorregge la narrazione di un mondo sospeso e sognante, un giardino animato ma silente, in cui intravedono le ombre e i segni di un tempo felice, di una dimensione fatta di giochi e di meraviglia.

Un villaggio sospeso di case di un rosso vibrante – colore ricorrente nelle opere della Contestabile – si sorregge su palafitte in ferro in un equilibrio precario.

L’installazione nella stanza della cisterna, è un altro tassello importante nella ricerca dell’artista, ovvero la fotografia documentaria. Protagoniste di morbide sculture fluttuanti nello spazio sono foto di donne immortalate nel giorno delle nozze realizzate dal padre dell’artista, Guido Orante – fotografo amatore – il quale dal dopoguerra fino agli anni ‘60 realizzò una serie di ritratti della comunità di Ortucchio.

L’opera di Lea Contestabile è un processo continuo di recupero, rilettura e rielaborazione. Un processo in cui tutto allude alla vita, alle sue radici ma anche alle sue infinite possibili di trasformazione. La mostra è accompagnata da un testo critico di Manuela De Leonardis storica dell’arte, giornalista e curatrice indipendente.

 


ENG

Opening Saturday 29th October 2022

Until December 11th

 

Monitor is pleased to present Nidi d’Ombre (Shadow Nests), Lea Contestabile’s first solo at Monitor Pereto.

Drawing on the iconography of popular culture, on the ancestral, on beliefs and traditional practices as well as on her personal, intimate recollections, Lea Contestabile (b.1949, Ortucchio) builds a bridge between past and present, autobiography and collective language, intense emotion and profound social commitment and civic engagement.

The artist works by redrafting and reactivating traces, objects and symbols from the past, of a community and a landscape – specifically Abruzzo – capturing an elegiac retrieval of a lost time which seeks to be rediscovered.

Taking her personal and lived history as a starting point, Contestabile transcends the concept of personal memory and sets it free, so that anyone can recognise their own dimension in it. She often works with fabric and sewing, and her tapestries are an important part of her practice. On the central wall in the first room of Palazzo Maccafani, a large-scale tapestry explores themes of childhood, home, roots and return to one’s origin. It is a dense and urgent combination of symbols, patterns, fabric and embroidery, which transcribe a cohesive and legible message across the surface of the work, giving way to infinite, combinatorial possibilities of interpretations. The visible seams which told the pieces of this soft mosaic together seem to want to heal that which is broken, weaving together the threads of the millenary identity of a land, of women and relationships, of a humanity which struggles to emerge in today’s society.

In the room of frescos, visitors step into the heart of a practice where design and architecture are melded together. An iron structure supports the narrative of a suspended, dreamlike world, an animated but quiet garden where shadows and the signs of a happy time can be glimpsed, of a dimension of games and wonder.

A suspended village of bright red houses – a recurring colour in Contestanbile’s work – is precariously supported by iron beams.

The installation in the cistern room presents another important element of the artist’s practice: documentary photography. The artist’s father, Guido Orante, was an amateur photographer, who, from the end of the second world war to the end of the 1960s, took portraits of the Ortucchio community, including brides on their wedding day. Here, the photographs become the protagonists of the soft, fluctuating sculptures in the room.

Lea Contestabile’s practice is a constant process of reusing, re-reading and re-elaboration – a process in which everything alludes to her life and to her roots, but also to the infinite possibilities of transformation.

The exhibition is accompanied by an essay by the art historian, journalist and independent curator Manuela De Leonardis.